Firenze Marathon: LA MIA PRIMA UNDER 180’ di Domenico Cocchia

Sento l’esigenza di condividere questo mio momento di grandissima soddisfazione sportiva e questo mi porta a scrivere ed analizzare una gara come mai ho fatto in precedenza.

Già, perché la prima maratona corsa sotto quello che è un muro fatidico, quello delle 3h, ha un sapore particolare e questa mia “prima volta”, che si è concretizzata Domenica scorsa alla Firenze Marathon, la considero un’impresa viste le condizioni meteo a dir poco proibitive.

SABATO E PREGARA

Decido di viaggiare in treno come fatto lo scorso anno in occasione della stessa maratona, facilissimo raggiungere Firenze in treno da Roma anche se io già per arrivare a Termini devo farmi 50’ di treno da Ladispoli. Il viaggio programmato da qualche mese in compagnia degli amici Nicola De Palo, Simone Cucchi (futuro bancario) e Rinaldo scorre veloce parlando di corsa neanche a dirlo.

Arriviamo a Firenze in perfetto orario e ci dirigiamo subito verso il super-strategico hotel Pendini, che ci ospitò anche lo scorso anno, a pochi metri da P.zza della Repubblica ovvero dalle griglie di partenza ma, cosa ancora più importante, dall’uscita delle griglie di arrivo, l’organizzazione NicTravel ancora una volta ha fatto centro. Check-in e via di nuovo in treno verso Campo di Marte per l’expo (purtroppo molto caotico e con spazi angusti) dove ritiriamo i pettorali allo stand Roma Ostia ottimamente presidiato dalla Presidente Laura Duchi e da Angela Iacona e dove poi carichiamo qualche carboidrato per il giorno successivo con Pasta al pomodoro e hamburger di scottona.

Con Simone e Rinaldo ci riagganciamo a Nicola rimasto a passeggiare in centro con consorte al seguito, la quale aveva giustamente approfittato dal Black Week-end per qualche acquisto, merenda nel solito bar dello scorso anno con thè e crostatina (non siamo per niente scaramantici vero?) e cena ovviamente frugale in un ristorante in zona centrale.

A letto presto, almeno proviamo a dormire, e sveglia puntata alle 5.45 per la colazione fatta in camera (l’hotel consentiva farla solo dalle 6.30 un pelo tardi con partenza gara alle 8.30…no comment), un occhio fuori dalla finestra e…8/9° nuvoloso ma non piove!!! Dai che regge!

Opto per canotta e pantaloncino Bancario debitamente preparati tipo rito tribale la sera precedente oltre al tatticissimo poncho antivento e una t-shirt di una Best Woman d’annata (2013) da fiondare via prima dello sparo.

Appuntamento nella hall alle 7.45 con i miei 3 compagni di avventura e via verso le griglie, salutiamo Rinaldo che non avendo tempo di accredito si deve accomodare nell’ultima e io Nic e Simo andiamo nella celeste (3.00-3.30) visto che ho mancato l’obiettivo under 3h a Roma per 63’’ non posso stare nella prima, vabbè. Volato via poncho e maglietta e dopo l’immancabile conto alla rovescia…VIA!

LA PARTENZA

Bellissimo quanto complicato come sempre lo start con il Duomo a destra e il Battistero di S. Giovanni a sinistra, si entra poi in un rettilineo dove non è facilissimo trovare il proprio spazio, si sgomita un po’ insomma chiudo comunque il primo 1000 in 4’17’’ e purtroppo…inizia a piovere.

CASCINE

Il passaggio al primo 5k dice 20’48’’ in linea con i 21’ o giù di lì che avrei voluto vedere sul crono ad ogni ristoro e tra il settimo e l’ottavo km entriamo nel parco delle Cascine dove il fondo è molto scivoloso a causa delle foglie e inizia anche a scendere qualche chicco di grandine. Passo al 10k in 41’42’’ e al 15k in 1h02’35’’ (2x5k in 20’54’’ e 20’53’’ci siamo!) e dopo poco incontro e passo in scioltezza un gruppetto guidato da pacer delle 3h che ovviamente stanno andando un po’ troppo forte e saluto il grande Claudio Leoncini che era con loro, intanto affianco un runner di Leinì (TO) che mi sembrava molto regolare con cui inizio a chiacchierare e con cui condivido la parte centrale della gara.

USCITA CASCINE E PASSAGGIO ALLA MEZZA

Usciti dalle Cascine c.ca al km 17, dopo un piccolo tunnel con annesso strappetto di 200mt e passaggio sul ponte, torniamo sul Lungarno dove finalmente incontriamo un po’ di gente e qualche band a farci da stimolo soprattutto perché la pioggia non accenna proprio a smettere di cadere sulle nostre malcapitate teste.

Al km 19 arriva un bellissimo momento, il passaggio su Ponte Vecchio e svolta a destra per lato opposto del lungarno da percorrere “contromano” con due ali di folla che strillano incitamenti fortissimi dandoci una carica enorme, tratto bello quanto complicato in quanto rimane difficile correre visto gli scivolosi lastroni.

Passiamo nuovamente sul lato opposto dell’Arno con il ponte delle Grazie e poi ancora altro ponte e ritorno verso il precedente per il passaggio alla mezza che per me avviene in 1h27’48’’ (volevo passare in 1’28…et voilà!).

La botta di adrenalina pazzesca arriva dal grande amico Paolo Margotti che mi spara un urlo da ultrà al km22 che corro in parte sotto i 4’/km, per fortuna accorgendomene per tempo.

LA PARTE PIU’ NOIOSA

Passo 1’43’56’’ al km25 (ultimo 5k in 20’40’’) rimanendo molto coperto con l’aggancio di un gruppetto che mi precede perché non smette MAI di piovere anzi diventa sempre più forte così come il vento contrario che inizia anche a farmi innervosire. Purtroppo dopo il boato del pre-mezza non c’è più nessuno ai bordi della strada (comprensibilmente direi).

21’01’’ lo split km25-km30 dove mi perdo il ”compagno casuale” trovato alle cascine che si stacca e mi dice di andare. Trovo l’amico bancario Fabio Sicari che passo proprio sotto l’arco del km30 sotto un diluvio e un vento infernale e un tappeto di foglie su cui fatico a stare in piedi e che spesso nascondono pozzanghere enormi. Sono molto contento perché passo al 30° col mio nuovo PB sull’anomala distanza 2h04’58’’ ovvero 10’’ meno della Trenta del mare di 40gg fa.

Al km32 il passaggio nello stadio di Atletica Ridolfi ridotto ad una piscina olimpionica, dopo poco più di mezzo giro sono fuori e sento fortunatamente che le gambe ancora spingono come si deve nonostante la pioggia continui ad incalzare e il vento sia sempre molto forte.

I 200mt in salita del cavalcavia del km34 mi sembrano una passeggiata, la discesa un pelo meno e le gambe vanno dove gli pare a loro ma appena in piano mi dico che ora si ritorna in centro e ci divertiamo.

Split km30-km35 21’16’’ a causa della noia, del cavalcavia e della piscina di cui sopra.

CENTRO STORICO E ARRIVO

Le curve sembrano non finire mai, i lastroni in basalto bagnati rendono gli appoggi via via più complicati, sento accenni di crampi al quadricipite e al bicipite femorale destro e allora lucidamente calcolo che anche facendo l’ultimo 4000 ad un ritmo da lentissimo chiuderei in 2h58’30’’ circa, decido perciò di rallentare per non pregiudicare tutto a pochi metri dal traguardo anche se  ora la gente mi spinge in maniera decisa, poi il nuovo incontro col grande Paolo Margotti che mi sprona come non mai e passo al km40 (5k split km35-km40 in 21’30’’ il più lento della gara ma fatto di proposito).

Mi godo l’ultimo 2000 senza spingere come un forsennato e così facendo i cambi di direzione sembrano non finire mai però a un certo punto entro in Piazza della Signoria e poi dritto in Via dei Calzaiuoli e so che è finita, che dopo quella curva a gomito a sinistra ci sono pochi metri di tappeto blu e il sogno si trasformerà in realtà, nessuno me lo può più togliere ora, né la pioggia, né il vento, né la fatica.

Percorro gli ultimi metri con un enorme sorriso sul viso e con le braccia alzate al cielo pieno di nuvole che butta ancora giù acqua ininterrottamente e fermo il GPS in 2h57’35’’, PB migliorato di quasi 4’ e muro delle 3h polverizzato. Scoprirò poi di aver sorpassato centinaia di runners lungo i 42km195mt visto che al passaggio del km5 ero 443° e 99° M40 mentre all’arrivo sono 234° e 46° M40.

Purtroppo sono quasi in ipotermia e mi ci vogliono 3 teli argentati e altrettanti bicchieri di thè caldo al ristoro per riprendermi un po’ anche se smetterò di tremare solo in camera dopo 20/25’ di doccia bollente phon su tutto il corpo per riattivare la circolazione.

POST GARA

Dopo la gara il meritatissimo pranzo con il seguente menù: Pici fatti in casa con salsiccia toscana e cavolo nero, 2.7kg di Fiorentina “Scottona” divisa in 5, verdure grigliate e Tiramisù, il tutto innaffiato da un ottimo Sangiovese del Chianti. Ritorno in treno con medaglia al collo e sempre il sorriso dell’arrivo che non mi si è ancora tolto dal viso.

Commenti

Commenti

Lascia un commento