Giovedì 09 Settembre 2010
Due nuovi capitoli: la Miguel e la famigerata “Tre Comuni”. PDF Stampa E-mail
Scritto da Mr Farronato   
Mercoledì 03 Febbraio 2010 09:58

computer_25La memoria. Il fluire della memoria. Questo è ciò che, ad ogni "Corsa di Miguel", scatta immediatamente. Che facevamo noi a 25 anni? Una partitella con gli amici, un paio di birre, le serate a ballare, quale altro vizio e stravizio. Che facevate nel 1978? Io me lo ricordo come l’anno dei titoli a ‘scatola’ con scritto "E’ morto Moro". Della volta che i carabinieri mi hanno puntato in faccia una mitraglietta per controllare il contenuto della "tolfa". Non capivo niente. Non sapevo niente.

Nel 1978 qualcuno, il "nostro" Miguel, era come noi. Un podista che amava raccontare le sue emozioni in versi. Qualche partita, una birra, gli amici. La differenza? Un regime dittatoriale in cui ogni ombra, fosse pure la propria, è un nemico. Neppure la possibilità di salutare la madre, una mattina Miguel è stato portato via. I dittatori, almeno lì, non ci sono più. Miguel, grazie a Dio, c’è ancora. E lo ricordiamo in questa Corsa che è qualcosa di più di un "giro dei ponti". E’, peri podisti, il nostro "giorno della memoria" affinché, per sempre, si ricordi che la libertà ha un prezzo è qualcuno l’ha pagato anche per noi.

 

Capitolo 1

La memoria mi porta alla settimana prima alla "Miguel". Una settimana di passione podistica, in cui ogni programma è saltato, eccettuata la domenica di allenamento "di gruppo" in cui non posso non dedicare una riga al nostro Luciano. Un incoraggiamento, una parola per tutti.

Ed è lunedì. Si corre dopo un allenamento intenso? Il "dovere" è stato fatto e l’alibi funziona a meraviglia. Martedì devo proprio correre. Peraltro il Coach ha dettato il "verbo" neppure fosse sceso dal monte Sinai. In ufficio si è fatto tardi. Il latte alla piccola non lo prendiamo? E poi piove. Mercoledì. Che guaio, sono in "missione" a Perugia (a parlar di tariffe ....). Giovedì, caschi il mondo si corre. Il Fedele, preoccupato, chiede se in segreto non mi stia allenando. A nulla valgono le dichiarazioni giurate. Si sente aria di pinocchiate. Venerdì è l’ultima spiaggia. Ma piove e fa un freddo cane. Ora vado. Vado? E la spesa? E il taglio di capelli? Purtroppo domani è sabato è i Farronato riposano, per cui ...

Ma Domenica è la Miguel. E non si sfugge al rito. La stagione è ricominciata.

Debutta tra noi Marcello, introdotto dal buon Fedele (senza alcuna provvigione, sia chiaro).

La mattina si presentano di buon ora al Maniero dei Farronato pescando il sottoscritto in braghe di tela (tecniche, of course). L’uscita incombe e, come per incanto, si pesca il jolly del posto macchina fortunato. Si arriva con il giusto anticipo per i saluti di rito, tra i quali, il prode Vintage, il "pirata" Gambini, il "lirico" Giambra, Metodo Mazzoli (che strappa una gradita collaborazione come "griglista" alla RomaOstia), etc. Pit-stop presso un provvidenziale albero "chimico" ormai – credo – defunto.

Perdiamo subito l’Avvocata e il Fedele nel cercare posto nella nostra "onda". Ci dicono che ci sono più di 5.000 partecipanti che, per una 10 chilometri, è un numero ragguardevole. La partenza "ad onde", sperimentata con successo lusinghiero nella RomaOstia dello scorso anno, viene anche qui immaginata come la soluzione per ovviare alla grande calca di podisti. Peccato che si sia omesso di suddividere le onde in base ai tempi di percorrenza, ovvero, in subordine, distanziarle quei minuti sufficienti ad impedire che i più veloci delle onde successive raggiungano la "coda" delle precedenti. Così non è stato e l’effetto "tappo" ha reso difficile qualche buon risultato (bella scusa, vero?). Uno per tutti: Parazzoli che vista la mala parata ha fatto da pacemaker alla Marrrchini. Ovviamente è uno scherzo. Il nostro Carlo è calato dalla Brianza unicamente per la sua funzione di "accompagnatore" date le condizioni fisiche ancora approssimative.

Braccia su! E vai ...!

Altre note? Una buona prestazione per l’Avvocata. Un bancario tesse le lodi di una nostra compagna. Beh, insomma, lodi ... Ma, costei, è già stata "opzionata" sicché ..... Non possiamo qui dire il nome che trovate, insieme alla foto, su

www.gossip-bancari.it    

. Fedele, per il compleanno, mi regala una maglietta tecnica di gran pregio, dopo averlo assediato lungamente per gli auguri. Vasapollo bellissimo in tenuta "integrale" appare perfino magro. Portiamo a casa Vintage. Anche questa gara è passata spensierata come al solito. Un pensiero affettuoso va a Riccardo De Paolis.

 

Capitolo 2

Cambio di prospettiva, qualche salita di allenamento e siamo in vista della "Tre Comuni". La famigerata e temuta sfida per una mezza impegnativa e, in genere, piena di incognite a cominciare dal clima. Piove e fa freddo (non troppo ma ...) e quotidianamente si consulta il meteo per immaginare cosa trovare in quel di Nepi.

Ho deciso che, se piove, caschi il mondo resto ai box. Poi, però, mi viene in mente il nostro Vintage. Se la corre lui, come posso sottrarmi, seppur aleggia lo spettro di Civitavecchia?

Come al solito, non è chiaro come ci si debba vestire. Scelgo la soluzione di Max Pisanti, portando in borsa una decina di soluzione diversificate in grado di soccorrere per ogni inconveniente, fall out radioattivo compreso.

Una scelta strategica iniziale. L’erede è consegnata, sin da sabato sera, ai nonni paterni. Per una notte parte con una valigia sufficiente per un mese, compresa la mia "Miss Piggy". I Farronato sognano un "pigro" pre-gara (uno dei due, invece ....).

La mattina, una volta tanto che siamo partiti di buon ora (avendo preparato le borse la sera, neanche si trattasse di una maratona), le cose si complicano. Un grave incidente, lungo il tragitto, crea una colonna di auto sulla Cassia. Leoncini ed Oronzini, temendo il peggio, cartina alla mano, si avventurano lungo la Flaminia. Ma l’inconveniente sarà di breve durata. Qualcuno, purtroppo, non tornerà più a casa.

Fa freddo a Nepi? Beh, sì ma, confesso, meno dello scorso anno e meno pure dell’anno precedente. Ormai sembra che ci stiamo temprando alle rigidità atmosferiche. I consueti convenevoli, con un regalo alla Tenera Marras in onore dei suoi gatti. Vintage, Gambini, Cherubini (che mi aveva "pizzicato" in allenamento), "Sorriso" Cacchioni, i soliti abbracci. I più, chissà perché?, preferiscono l’Avvocata, con la scusa che è il suo compleanno. Mi piace qui esprimere il mio più vivo ringraziamento all’organizzazione che ha deciso di organizzare la "Tre Comuni" proprio per festeggiare la mia bella.

Intravisto Giorgio Calcaterra e quel calabro del Minici.

Del percorso mi ricordavo solo il finale con vista sul "castello" e le indicazioni del Vasapollo: "Vai piano perché poi c’è una discesa seguita da una salita impegnativa". Non avevo memorizzato i saliscendi che segnano i primi 5/6 chilometri.

La Sighieri, al Km 2, viene invitata a mollare dal suo consorte, date le evidenti "rigidità" articolari. I postumi dell’influenza quest’anno non perdonano, come poi ci dirà anche il grande Oronzini. Ad un certo punto appare (proprio come una visione) la Marilena con la quale ci gustiamo tutta la metà del percorso. Poco più in là, a passo indomito, la Marrrchini che viaggia con una regolarità invidiabile e non molla neppure sulla terribile salita. Le gambe "girano" poco, forse ciò è dovuto al freddo.

 

Il percorso comunque scorre bene e fino al Km 17 teniamo botta. Poi tutto si fa più difficile. Eppure siamo (quasi) in piano, ma non si vedono "guizzi" degni di nota. Mi fermo per prendere un po’ di fiato e la Antonella mi molla uno spintone .... Ci viene incontro quel ninja del Parazzoli. Ancora qualche sforzo e ci siamo. Il pensiero va al nostro Luciano in agguato lo scorso anno pronto a "mazziare" chi cede. Concludo con un piccolo ritocco al tempo dello scorso anno e, curiosamente, incoccio in Angelo Coco, esattamente come lo scorso anno.

Qualcuno mi racconta della mirabolante impresa del Fedele, con ripresa sul finale (a proposito di pinocchi, eh!). Impressionanti le "performance" del Pirata Gambini.

Sono abbastanza dolorante (anche ora che scrivo queste righe ho postumi muscolari che neppure dopo Firenze ...), tanto che ci metto un po’ a cambiarmi, con due chiacchiere con il buon Viglialoro e il novello Marcello. L’Avvocata, nel mentre, incurante della sorte del marito, si presenta con una torta grande come un campo da tennis. E’ pure il compleanno del Verduchi, anch’egli recante cibarie e bevande. Qualche chiacchiera di contorno. Visti il "lirico" Giambra, Papa, Leoncini, Pierantozzi, Manuel, Ignazio, il Silvioli, Frazzini, le nostre girls (Jane, Superbarbara, la "gazzella" Angrisani, Marilena, etc.).

Il tempo è stato inaspettato per tutto il tragitto. Improvvisamente – ma dopo la torta e lo spumante – cala bruscamente la temperatura e arriva uno spruzzo di neve. E’ ora di andare.

La Tre Comuni è così: bella e difficile. Come le donne.

P.S.: per queste cronache sento l’obbligo di porgere un pubblico ringraziamento ai compagni bancari (tra cui Ale&Vale) che mi hanno mandato delle mail accoratate, il cui senso è, più o meno, il seguente: "Beh, ti è caduta la penna?". Tranquilli, la penna è qui, tra un pietrischetto ed un tubo saldato longitudinalmente, come ben sa l’Avvocata.

Commenti (2)Add Comment
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grazie del pensiero
scritto da Mr Farronato, febbraio 04, 2010
grazie paolo ... vedi ora la rilevanza di invitarti a pranzo?
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...
scritto da PAOLO FEDELE, febbraio 03, 2010
Effettivamente c'eravamo chiesti la tua penna dove era andata a finire. Abbiamo anche telefonato a "chi lo ha letto", senza avere risultati.
Grazie per avermi iscritto nell'Arciconfraternita dei Pinocchi, sicuramente sono in buona compagnia.
Ciao Mr Farronato

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Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Febbraio 2010 17:40