Capitolo 2
Cambio di prospettiva, qualche salita di allenamento e siamo in vista della "Tre Comuni". La famigerata e temuta sfida per una mezza impegnativa e, in genere, piena di incognite a cominciare dal clima. Piove e fa freddo (non troppo ma ...) e quotidianamente si consulta il meteo per immaginare cosa trovare in quel di Nepi.
Ho deciso che, se piove, caschi il mondo resto ai box. Poi, però, mi viene in mente il nostro Vintage. Se la corre lui, come posso sottrarmi, seppur aleggia lo spettro di Civitavecchia?
Come al solito, non è chiaro come ci si debba vestire. Scelgo la soluzione di Max Pisanti, portando in borsa una decina di soluzione diversificate in grado di soccorrere per ogni inconveniente, fall out radioattivo compreso.
Una scelta strategica iniziale. L’erede è consegnata, sin da sabato sera, ai nonni paterni. Per una notte parte con una valigia sufficiente per un mese, compresa la mia "Miss Piggy". I Farronato sognano un "pigro" pre-gara (uno dei due, invece ....).
La mattina, una volta tanto che siamo partiti di buon ora (avendo preparato le borse la sera, neanche si trattasse di una maratona), le cose si complicano. Un grave incidente, lungo il tragitto, crea una colonna di auto sulla Cassia. Leoncini ed Oronzini, temendo il peggio, cartina alla mano, si avventurano lungo la Flaminia. Ma l’inconveniente sarà di breve durata. Qualcuno, purtroppo, non tornerà più a casa.
Fa freddo a Nepi? Beh, sì ma, confesso, meno dello scorso anno e meno pure dell’anno precedente. Ormai sembra che ci stiamo temprando alle rigidità atmosferiche. I consueti convenevoli, con un regalo alla Tenera Marras in onore dei suoi gatti. Vintage, Gambini, Cherubini (che mi aveva "pizzicato" in allenamento), "Sorriso" Cacchioni, i soliti abbracci. I più, chissà perché?, preferiscono l’Avvocata, con la scusa che è il suo compleanno. Mi piace qui esprimere il mio più vivo ringraziamento all’organizzazione che ha deciso di organizzare la "Tre Comuni" proprio per festeggiare la mia bella.
Intravisto Giorgio Calcaterra e quel calabro del Minici.
Del percorso mi ricordavo solo il finale con vista sul "castello" e le indicazioni del Vasapollo: "Vai piano perché poi c’è una discesa seguita da una salita impegnativa". Non avevo memorizzato i saliscendi che segnano i primi 5/6 chilometri.
La Sighieri, al Km 2, viene invitata a mollare dal suo consorte, date le evidenti "rigidità" articolari. I postumi dell’influenza quest’anno non perdonano, come poi ci dirà anche il grande Oronzini. Ad un certo punto appare (proprio come una visione) la Marilena con la quale ci gustiamo tutta la metà del percorso. Poco più in là, a passo indomito, la Marrrchini che viaggia con una regolarità invidiabile e non molla neppure sulla terribile salita. Le gambe "girano" poco, forse ciò è dovuto al freddo.
Il percorso comunque scorre bene e fino al Km 17 teniamo botta. Poi tutto si fa più difficile. Eppure siamo (quasi) in piano, ma non si vedono "guizzi" degni di nota. Mi fermo per prendere un po’ di fiato e la Antonella mi molla uno spintone .... Ci viene incontro quel ninja del Parazzoli. Ancora qualche sforzo e ci siamo. Il pensiero va al nostro Luciano in agguato lo scorso anno pronto a "mazziare" chi cede. Concludo con un piccolo ritocco al tempo dello scorso anno e, curiosamente, incoccio in Angelo Coco, esattamente come lo scorso anno.
Qualcuno mi racconta della mirabolante impresa del Fedele, con ripresa sul finale (a proposito di pinocchi, eh!). Impressionanti le "performance" del Pirata Gambini.
Sono abbastanza dolorante (anche ora che scrivo queste righe ho postumi muscolari che neppure dopo Firenze ...), tanto che ci metto un po’ a cambiarmi, con due chiacchiere con il buon Viglialoro e il novello Marcello. L’Avvocata, nel mentre, incurante della sorte del marito, si presenta con una torta grande come un campo da tennis. E’ pure il compleanno del Verduchi, anch’egli recante cibarie e bevande. Qualche chiacchiera di contorno. Visti il "lirico" Giambra, Papa, Leoncini, Pierantozzi, Manuel, Ignazio, il Silvioli, Frazzini, le nostre girls (Jane, Superbarbara, la "gazzella" Angrisani, Marilena, etc.).
Il tempo è stato inaspettato per tutto il tragitto. Improvvisamente – ma dopo la torta e lo spumante – cala bruscamente la temperatura e arriva uno spruzzo di neve. E’ ora di andare.
La Tre Comuni è così: bella e difficile. Come le donne.
P.S.: per queste cronache sento l’obbligo di porgere un pubblico ringraziamento ai compagni bancari (tra cui Ale&Vale) che mi hanno mandato delle mail accoratate, il cui senso è, più o meno, il seguente: "Beh, ti è caduta la penna?". Tranquilli, la penna è qui, tra un pietrischetto ed un tubo saldato longitudinalmente, come ben sa l’Avvocata.