VOLO DI RAGAZZA
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20 Mag 2013
- Pubblicato Lunedì, 20 Maggio 2013 11:41
- Scritto da SANDRO GIAMBRA

Avevo altro da fare, oggi, sopra le nuvole,
ma ho incontrato un palloncino rosa
e mi ci sono messo a parlare.
Oggi è un giorno perfetto, mi dice,
perfetto per volare.
Un bel volo, con l’ombra leggera,
che scivola nei cortili,
sorride ai monumenti,
abbraccia i prati in fiore
e arriva fino a te.
Che c’entro io, sto per rispondere,
ma mi trattengo, guardando meglio.
Legato a quel soffio rosa
un filo d’argento, lungo,
buca le nuvole, scende giù
per cingere i fianchi a una signora.
La mia donna,
l’unica che ho avuto,
aveva seni piccoli che sogno tutte le notti.
E lei t’ha lanciato,
fino a me,
ritornando ragazza.
Race for the cure 2013. Tante le storie che si leggevano tra gli sguardi rosa. Me ne sono scelta una, immaginando una donna, uscita con fierezza dalla malattia, che mostra il suo coraggio all’uomo che ha sempre amato e che purtroppo non c’è più.
UNA MEDAGLIA DA MERCURIO.
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30 Apr 2013
- Pubblicato Martedì, 30 Aprile 2013 11:45
- Scritto da SANDRO GIAMBRA
In uno struggente tramonto prenatalizio, Federico e Roberto stanno ultimando l’allenamento sulla pista dello stadio delle Terme, incastonato, come in un presepe, ai piedi delle rovine dell’antico Teatro di Caracalla.
Il lavoro di oggi prevede le ripetute di corsa veloce: ritmi sostenuti, con recuperi corti e sempre in movimento.
Insomma, una fatica massacrante.
Nei 100 metri conclusivi della ripetuta finale, durante lo sprint più impegnativo, accade qualcosa di insolito: l’ultimo bagliore rosso del tramonto scompare tra le rovine, tramutandosi a sorpresa in un delicato raggio verde. Tutto appena in un attimo.
Roberto, nel rallentare dopo lo sprint, è il primo a sottolineare l’evento, con l’affanno, col fiatone:
- Federì, ma hai visto che colori? E quel verde!? Ciai fatto caso? Sembrava ‘no smeraldo lanciato nell’atmosfera, cò tutta la scia, come n’astronave.
Nell’annunciarlo guarda ancora lassù, con gli occhi spalancati, quasi commuovendosi per un premio ricevuto: forse per l’anno che si sta chiudendo, per l’atmosfera magica del Natale che c’è in giro, o forse, anzi, sicuramente, per attribuirsi un riconoscimento sul buon esito del pesante lavoro svolto.
I due continuano a girare in pista, adesso a ritmo blando, per sciogliere la fatica, ed è sempre Roberto che riattacca:
- Federì, quanno càpita come stasera, che il lavoro è faticoso, che all’inizio pensi dè nun faccela, che pensi subbito dè mollà, ma poi resisti e stringi i denti, fino alla fine, quanno t’accorgi d’avè rispettato tutti i tempi, ecco, quanno càpita così, me sento come s’avessi fatto n’opera dè bene e dè meritamme n’applauso, ma non tanto d’er pubblico che viene qua a bàtteme le mani, no, non cerco la telecamerina accesa, è quarcosa dè caldo, in mezzo al petto, come se tutto quello che me sta intorno me volesse dì grazie, sta pista, l’arberi, Roma, er mondo, l’universo, grazie, p’avelli resi migliori, insieme a me, pè avè stretto i denti. E quel raggio verde è stata la risposta, l’universo m’avesse strizzato l’occhiolino, l’iride sorridente di un avatar in volo.
Tutto torna, facce caso. Prima il rosso della fatica, nella ‘pista crucis’ delle ripetuea, e poi, alla fine, bravo! che ce l’hai fatta, te meriti il verde. Eccolo! Fresco, smeraldo, da chissà quale pianeta della galassia.
…
Però a te Federì, me pare che nun t’ha fatto effetto! T’è sembrato tutto normale, tutto uguale …
Ma te sei almeno accorto dè quarcosa!?
Federico ha ascoltato attentamente le esaltazioni di Roberto, annuendo qua e là, alla maniera di chi approva tutti i passaggi ma ha in serbo la considerazione finale a cui l’altro non riesce ad arrivare. Articola lentamente la risposta, volendo appoggiarsi a tutto l’entusiasmo del compagno:
- Ma sì Robbè, l’ho visto pure io quel raggio verde e sò stupito, quanto te e forse, anche ‘ppiù dè te! Non tanto per il raggio, perché quando uno corre de visioni ce n’ha tante, ma per il fatto che l’avemo visto insieme, tutti e due! Vor dì che c’è stato veramente! Che nun è stata n’allucinazione mia, che me stavo a morì dè fatica oppure ‘na svista tua che correvi cor sudore dentro l’occhi! Nun è stato ‘n effetto ottico dovuto alla posizione o n’errore der montaggio, no, c’è stato un lampo verde, in mezzo a’n cielo rosso sangue.
E sò pure d’accordo cò te che nun era dè ‘sta Terra, che è venuto da fori, da n’artro pianeta.
Roberto appoggia una mano sulle spalle del compagno: continuano a corricchiare sembrando due ragazzi che festeggiano il goal appena fatto
- Ma allora semo allineati su tutto Federì! E così, cò tutti quanti che stanno a vedè ufo dapertutto, pure noi l’avemo avvistati … e cianno pure dato la medaglia, a modo loro, cò quella bella scia colorata!
…
- No Robbè, quella medaglia … nun era diretta a noi.
Roberto non se l’aspettava, si ferma sulla pista e fa la faccia di chi, con una mossa del fianco, è stato appena scansato dal podio. Vuole una spiegazione da Federico, che ha continuato a defaticare, e che, da qualche metro più avanti, gli fa un cenno con la mano, come a dirgli – vieqquà che te spiego tutto – e infatti:
- Supponi che stamo a parlà dé ufo su Mercurio, e te la stò a fà facile, perché è vero che stamo a parlà dè milioni dè km, ma Mercurio, dopo il Sole, è il pianeta più vicino alla Terra...
Lo sai quanto ce mette la luce, cò la velocità che s’aritrova, a coprì la distanza Terra-Mercurio?
- Macchenesò Federì … te n’esci cò certe domande …
- Prova a pensacce, che te ce poi avvicinà …
- Vabbè Federì, provamoce … dunque, la luce va a 300.000km/secondo, quindi dopo 4 secondi stamo già abbondanti oltre il milione dè km, dopo un minuto stamo circa sui 20 milioni, mò nun lo so quanto dista Mercurio … diciamo … ce mette un par dè minuti? tre, quattro?
…
- 12 minuti Robbè. La luce parte dalla Terra e pè arrivà su Mercurio ce mette 12 minuti.
- Pensavo meno … magari si parte dalla stazione Tiburtina, guadagna qualcosa …
- Famme continuà, sinnò nun te riesco a spiegà bene tutto quanto. Ipotizza che adesso, mentre corricchiamo girando sulla pista, ecco, qui, proprio mentre passamo sulla linea d’arrivo dei 100 metri, s’accendano tutti insieme ‘sti riflettori, questi quassù, sistemati sopra il traguardo, che cominciano a diffonde luce bianca in ogni direzione, ovunque. Un grande Flash tutto bianco! E te faccio notà che sò le 17e43. Esatte.
- Non la fa troppo complicata Federì, che io già te seguo a fatica; dopo ‘ste ripetute nun è che ciò il cervello proprio al massimo della resa
- Gnente dè complicato Robbè. Alle 17:43 in punto, l’evento Flash bianco certifica che noi abbiamo tagliato il traguardo qui sulla pista delle Terme e da Mercurio se ne accorgono vedendo arrivare tutti quegli sprazzi di luce.
- Oh finalmente!! Così semo tutti contenti e potemo annasse a fa la doccia, che si aspettamo nartro po’ …
- Robbè, è vero, da Mercurio se ne accorgono… ma quando?
- A Federì, ma come quando?! alle 17e43 esatte!! Me stai a fà nà capoccia tanta … e poi te scordi le cose?
- Ma no! Alle 17e43 qui si accendono le luci, ma lassù, su Mercurio le vedranno dopo 12 minuti alle 17e55 … e supponi che, dopo aver visto le nostre luci bianche ci vogliano rispondere accendendo anche loro dei riflettori, stavolta di luce verde, e quindi, alle nostre 17:55 parte da lassù un evento Flash verde che noi vedremo alle 18e07, altri 12 minuti e così diventano 24…
- Accidenti Federì, armeno sotto Natale ce potevi passà sopra, così ce tenevamo ‘sta bella medaglia, un bel regalo sotto l’albero. E invece no! … Però a ‘sto punto…
Roberto si blocca pensieroso e Federico, forse pentito di aver spoetizzato un po’ troppo l’entusiasmo del compagno, cerca di recuperare, mostrandosi premuroso:
- Che c’è Robbè?! a sto punto … che? … che stai a penzà ?
…
- Stavo a penzà, adesso che rientramo a fasse la doccia, può darsi che ce trovamo ancora quello che 24 minuti fa stava qui al traguardo e s’è meritato la medaglia verde che pensavo mia… così, je volevo fà i complimenti…
ORGOGLIOSI
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04 Mar 2013
- Pubblicato Lunedì, 04 Marzo 2013 18:07
- Scritto da SANDRO GIAMBRA
Oggetto: ORGOGLIOSI
… muovere tutte quelle persone …
Ne hai una prima idea al Salone delle Tre Fontane, al ritiro dei pettorali, agli stand, ma è solo un accenno … niente di quello che sarà.
E' la mattina della domenica … è lì che c’è il tuono.
Arrivi alle 8:00, lasci la macchina davanti al Sant’Eugenio e ti incammini … e su quegli stradoni immensi, di domenica mattina presto, non ci si sta.
Borsoni, pulmann, runners in riscaldamento chi arriva da sotto, chi da sopra, da Torsapienza, dal raccordo, dal laghetto, da Napoli, dall’estero forse anche dalla Groenlandia … non ci si sta, non si riesce a vedere la fine.
Allarghiamoci un po’ che qui non si passa, ma non si passa neanche di là, è tutto pieno …meravigliosamente pieno
In quest’epoca di feisbuk, di tuitter, di studi televisivi, di exit pool, di dati, di simulazioni, di spread, di numeri che non ti rimangono mai impressi, in un panorama sempre senza controparti, in cui fai finta di essere a tuo agio, ecco, qui vedi la folla, quella vera e capisci tutto. Un motivo semplice, una corsa di 21km, con tutti che sanno tutto, come quando sei bambino, il motivo della loro presenza, orgogliosa, la sanno giustificare, difendere, raccontare senza essere costretti ad allegare link, a fare riferimenti, a sentirsi inadeguati …
GRAZIE LUCIANO!!!
GRAZIE PROF!!
Sandro.
Era una cosa personale, ma mi è sembrato cosa buona e giusta condividere con voi le semplici ma sempre splendide righe del nostro sommo vate. (LD).
LIDENSE ( non so dove guardare ).
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15 Gen 2013
- Pubblicato Martedì, 15 Gennaio 2013 10:04
- Scritto da SANDRO GIAMBRA
LIDENSE ( non so dove guardare ).
Ieri ad Ostia, al Trofeo Lidense 2013, imbottigliato nella griglia della partenza, mentre aspettavo lo sparo, ho notato due runners, un lui e una lei, poco distanti da me. Ho avuto la sensazione che fosse il loro primo incontro e mi è scattata questa … boh, non è poesia, forse potrebbe diventare una canzone, sicuramente è la fotografia di come quei due rimarranno nei miei ricordi.
12-12-12
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12 Dic 2012
- Pubblicato Mercoledì, 12 Dicembre 2012 16:53
- Scritto da Sandro Giambra
Leggendolo da sinistra (e da dove sennò?) il nostro calendario ha la convenzione di indicarci i millenni, i secoli, gli anni, i mesi e i giorni.
Spesso i millenni e i secoli non li indichiamo e la data di oggi è 12-12-12.
E' l'ultima volta in questo secolo (e per quanto mi riguarda è l'ultima volta, punto!), in cui possiamo assistere ad una circostanza del genere: le cifre dei giorni, dei mesi e degli anni coincidono.
E' abbastanza per parlare di fine del mondo?
E per dei Runners come noi (per giunta Bancari) è opportuno festeggiare l'evento con un allenamento eccezionale?
Che ne so? Qui a Roma farsi il giro di tutto il raccordo anulare, contro mano, sulla mezzeria, a 4e30/km nell'ora di punta?
...
Per quello che mi riguarda, non ho previsto nulla.
Mi sono accorto stamattina della combinazione numerica e avendo già dato ieri sera, con un allenamento bello tosto di ripetute anaerobiche sui 2000, da solo, alle 19:30, sui sanpietrini umidi e scivolosi del biscotto di Caracalla ... oggi mi potrò esibire al massimo in un'oretta di corsa lenta....






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