La Mezza di Trieste: avventure di confine di Lorenzo Ferri

Iscritto l’anno scorso alla Maratona di Trieste ho dovuto rinviare di un anno la partecipazione a causa della Prima Comunione di mia nipote. Fin qui poco male se non che mia moglie, quest’anno, mi ha convinto a fare la Mezza “così possiamo girare andare a cena e non fare la vita da reclusi tipica del maratoneta”….ho dovuto concordare con questa soluzione e senza neanche troppo dispiacere, a dire la verità. Dunque venerdì pomeriggio partiamo per Trieste e , dopo quasi sei ore di treno, all’arrivo in stazione sono talmente sfinito che dimentico sul Frecciargento, nella cappelliera, lo zaino contenente tutto l’occorrente per la gara. Naturalmente me ne accorgo a casa, che un amico mi ha generosamente prestato per l’occasione, intorno alla mezzanotte e dunque torniamo precipitosamente in stazione dove il treno, arrivato intorno alle 22, potrebbe essere rimasto in sosta. Perché la stazione è rigorosamente chiusa io, ligio alle regola, vorrei restare fuori ma Giovanna, che invece non si arrende mai, decide di entrare dall’uscita laterale e trova un gentilissimo signore, addetto alla polizia sul treno, che ci accompagna a bordo del buio convoglio senza tuttavia trovare alcunché. Il mattino successivo, alquanto sconfortato, mi preparo a ricomprare tutto il necessario per correre (dopo avere per un attimo pensato di presentarmi  in jeans e Timberland) ma la mia metà, imperterrita come al solito, mi costringe a tornare in stazione dove una gentile addetta delle ferrovie dello Stato, si commuove al mio racconto strappalacrime e mi promette che farà il possibile per aiutarmi. Dopo 10 minuti mi telefona, efficienza mitteleuropea, comunicandomi che il mio zaino è stato trovato a Roma e che verrà messo su un treno in partenza nel pomeriggio per Trieste. A tarda serata mi reco nuovamente in stazione dove il capotreno mi consegna finalmente il mio zaino: c’è tutto tranne il Garmin e gli occhiali da sole, ovvero tutto ciò che può essere rivenduto mente il resto non è stato toccato nonostante il prestigioso marchio GSBR….non mi resta che correre ora che non ho più scuse…..

Passando alla gara, quest’anno mi dicono che tutto è stato innovato da un nuovo staff  tecnico a causa di problemi della precedente gestione. Tutte le tre competizioni, ovvero la Maratona, la 30 e  la Mezza partono, a orari sfalsati, nel medesimo luogo, ovvero intorno al castello di Miramare, un posto da cartolina per la sua bellezza, c’è anche la Family run con 7000 partecipanti, con passeggini, cani al seguito e tanti bambini: una bella festa di sport insomma!

La gara è molto dura con i primi 7 km in salita (si sale su una sorta di altipiano carsico) allontanandosi da Trieste e sempre col mare sul lato sinistro, superando perfino alcune gallerie. Al quinto chilometro circa incontriamo i primi atleti della Maratona che procedono in senso contrario, al settimo facciamo dietro front e ci immettiamo nel flusso della maratona che procede verso Trieste. Loro sono al 28º, noi appena al settimo. A questo punto inizia la discesa di 7 km fino al punto di partenza ma ormai siamo tutti abbastanza provati. Ripassati davanti allo Start mancano ormai 7 km a Trieste che percorriamo col mare alla nostra destra…è il famoso lungomare della Barcola che ci sorride in tutto il suo splendore!

Intanto al dodicesimo chilometro il mio fegato mi ha presentato il conto dei vari vini e prosecchi friulani (a proposito di vita da atleti….) assaggiati nei due giorni precedenti tanto che sono stato costretto a camminare per un po’. Il traguardo alla fine arriva sulla splendida piazza Unità d’Italia, un salotto proteso sul mare. Giornata splendida e clima di festa…..

Una gara dura ma in un contesto ambientale davvero particolare: una città contesa tra il Mediterraneo e la Mitteleuropa e comunque da visitare se non da correre…….

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