Run for Autism 2.0 – di Alessandro Oronzini

Dapprima cancellata e poi rimandata a causa della bomba d’acqua che imperversò un paio di mesi fa, la Run for Autism si ripresenta nella quarta settimana di novembre (ironia della sorte, esattamente il periodo in cui si corsero le prime edizioni), con condizioni atmosferiche che, grosso modo, ricalcano quelle che avevano preceduto quel nubifragio; questa volta però sono rimaste stazionarie offrendo un clima e una temperatura decisamente gradevoli soprattutto per chi non ha corso.

La gestione degli iscritti e della consegna dei pettorali è stata anticipata da un’accurata selezione fatta in segreteria tra i vecchi iscritti di settembre che confermavano la presenza, coloro costretti a saltarla e le new entry (gli unici a cui consegnare le nuove t-shirt della gara).

E in cotanta confusione, qualcuno è andato davvero nel pallone confermando la propria presenza mentre si accingeva a ritirare il pettorale….della Firenze Marathon… E così per questa anomala edizione abbiamo registrato ben 14 no show.

Giorno della gara. Il GSBR Mobile taglia per primo il traguardo dell’ingresso del Polo Rosi intorno alle 6:40; il comitato di accoglienza è affidato a un doppio filare di transenne che vengono con sprezzo del pericolo prontamente rimosse dal GSBR driver (Oronzo, per la cronaca) che, con la manovra più elegante dell’anno, modello romano coatto che se ne infischia degli altri, allo scopo di agevolarsi lo scarico dei materiali, parcheggia il furgone praticamente attaccato alla rampetta di scale che porta all’area rialzata riservata alle società, riservando agli sventurati che sarebbero arrivati poco dopo solo uno spiraglio di passaggio che li avrebbe costretti a trasformarsi in bassorilievi per attraversarlo con annesse acrobazie per far passare gazebo, tavoli e quant’altro di ingombrante… “Scusate, un attimo e lo sposto” e in quell’attimo si sono succeduti i seguenti eventi: trasporto di tre gazebo con rimozione dei rispettivi profilattici, trasporto delle 8 zavorre, di 2 tavoli, di 3 sedie, dei pettorali, delle t-shirt, dei teli laterali, delle aste per la bandiera e il montaggio e l’assemblaggio di tutte queste parti mobili…. Tempo totale, circa 45 minuti! D’altro canto c’è voluto un po’ più del solito per ultimare le operazioni di allestimento sia per l’assenza del buon Leoncini impegnato a Firenze, sia per una Franceschini ridotta a mezzo servizio a causa di tutta una serie di acciacchi (tra cui, vado a memoria, selezionando da suo personale lamentatoio, rammento: fascite plantare, sciatica, borsite a un gomito, colite, ginocchio del chierichetto, acne, doppie punte ai capelli, salivazione azzerata, lingua felpata, manie di persecuzione, visione di fantasmi e chi più ne ha più ne metta).

Arriva il supporto del duo Farina Arrigoni con cui inizia subito il complice cazzeggio, volto soprattutto a prendere di mira qualche malcapitato, come nel caso del povero Mendolia, reo (si fa per dire) di aver avuto l’ingenuità di chiedere a Ignazio se si dovesse conservare il pettorale ricevuto a settembre per poter correre l’edizione di novembre…. Ovviamente non appena si presenta al gazebo, Superigna gli incarta una supercazzola del tipo “Abbiamo ritirato il tuo pettorale, ma il chip risulta ancora in tuo possesso. L’hai portato? Sennò non puoi correre”. Il tutto mentre noialtri trattenevamo a stento le risate di fronte allo sguardo confuso e un po’ incredulo di Mauro. Igna la parte se l’era preparata a perfezione e l’esecuzione è stata impeccabile.

In un momento di tranquillità durante la fase di consegna dei pettorali provo a glorificarmi per essere riuscito a totalizzare 110 km di corsa negli ultimi 6 giorni (era un bel po’ di tempo che non ci riuscivo) e non faccio in tempo a gonfiare il petto che Manuel mi fredda con “Non si sa se sia più strano Murolo a fare 124 km in una settimana per preparare il Tiburtino o tu che ne fai 110 in 6 giorni per non preparare una mazza!”.

Arrivano i primi first minutes, prima fra tutti la coppia Leo sparafoto e Tonia, e poi il saracinesca Budoni con il superligio/puntuale Franco Biocco e via via gli altri. Molti arrivano in prossimità dell’orario di partenza, anche a causa di un incidente che ha bloccato la tangenziale.

Ore 10 partenza della gara, durante la quale approfitto per fare la quadratura dei conti (centrata al centesimo), riconsegnare i chip dei no show, sistemare il gazebo. Non faccio in tempo a completare tutto che arrivano i primi della gara: vince il giovane Alberto Lucchetti (32.50) che precede un ottimo Francesco Fagnani (32.59), terzo un grande Simone Donati (33.09), primo di una serie di atleti bancari che occuperanno ben cinque delle prime 10 posizioni; dietro di lui Marco Indelicato (4° in 35.03), Roberto Del Negro (6° in 35.16), Alberto Mittoni (8° in 35.22), Piggi Geraldini (10° in 35.28).

In campo Femminile, splendida la nostra Luminita Lungu – preceduta dalla sola Laura Casasanta di Cat Sport – che si aggiudica il secondo gradino del podio in 40.04; nella top ten anche Alessandra Reali, in gran forma, forse ulteriormente galvanizzata dalla presenza del consorte (in attesa di rientro?…chissà) Giovani Argentieri e dalla meravigliosa figlia Sveva, un vero gioiello di bambina, conquista la 7° posizione assoluta in 42.22.

Tralascio cronache e commenti delle posizioni over top ten sia maschili che femminili sia perché sono ben visibili sul nostro sito e su quello di TDS, sia per mancanza di competenza dello scrivente, dedito ormai da due anni a questa parte a controllare borse piuttosto che analizzare – o apparire in – classifiche (un crollo così manco Fabris di “Compagni di scuola” lo ha avuto!).

Poco prima delle operazioni di smantellamento chiedo ragguagli a Big Coach Luciano in collegamento da Firenze sugli esiti della maratona – si è sentita la sua assenza oggi al gazebo, anche per le disamine tecniche sui riscontri cronometrici che alla fine, dopo vari confronti, si è visto essere riferiti a una distanza inferiore di almeno 300 metri rispetto ai 10.000 previsti – , che mi riferisce di un nubifragio che ha influenzato il risultato del vincitore maschile (2 ore e 15 al fotofinish). Rifletto sull’amara combinazione capitata a chi ha dovuto rinunciare a una gara inizialmente cancellata per un nubifragio per andare a correrne un’altra sotto un altro nubifragio.

Prossimo appuntamento, la storica Best Woman a Fiumicino, domenica 3 dicembre.

Alex Oronzainen

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