“Sbagliando si impara…a sbagliare di meno” di Michele Scarlato

dopo i lunghi mesi di preparazione “open tabella” del coach de luxe, finalmente venerdì si parte, destinazione la ville lumiere, volo spostato unilateralmente, di due ore: indovinate l’italico vettore aereo?! e arrivo a mezzanotte. fortunatamente ospite di amici, ceno a mezzanotte e mezza e vado a nanna alle 2.00…

sabato mattino i soliti buoni amici mi accompagnano a porte de  versailles per il ritiro del pettorale e del pacco gara, è la mie terza maraton de paris, le altre due decisamente chiuse poco brillantemente…e so bene cosa mi attende: un semplice zainetto…di contro però le salon du running è ben allestito con variegati stands tecnico-sportivi, massaggi sportivi, foto ricordo e gadgets sponsors, maratone europee etc.

pomeriggio a montmartre con pranzo da “bijoux” una eccellente pizza napoletana con cornicione verace – lievitazione 60 ore- bagnata da una discreta bionda, per poi visitare il caratteristico quartiere, ancora oggi si possono ammirare i mulini, una rigogliosa vigna e  i tantissimi luoghi dimora preferita “terre libre des artistes” dei grandi del passato…renoir, picasso, toulouse-lautrec, suzanne valadon e suo figlio maurice utrillo… un quartiere, come recitano le guide, teatro di cuori infiammati, produzioni artistiche, folli amori e della famosa “comune di parigi”, alla fine dell’ottocento il primo tentativo di governo della classe operaia che fallirà dopo cento giorni di combattimenti eroici e sanguinosi, senza dimenticare una doverosa preghiera e cero acceso a s. antonio di padova, nella splendida basilica del sacré coeur.

con l’animo rasserenato ora mi attende una bella serata a teatro… ospite dell’amico eric, violoncellista all’opera di parigi, assisto con dolce metà e amici ad una modernissima ed elettrizzante versione della carmen di bizet, il soprano una bravissima dal nome impronunciabile, un altrettanto bravo direttore d’orchestra italiano e un discreto escamillo parimenti italiano…tre ore di spettacolo mai noioso, seguito da cena sulle rive della marna, rigorosamente rigatoni rummo e…nanna.

sveglia alle 5:30 con frugale colazione: 3 fette pane, marmellata, caffè con zucchero e si parte, in metro, destinazione fermata charles de gaulle, per lasciare gli zaini a pochi passi dall’arc de triomphe e portarsi in postazione: 3 h 30′

la partenza è puntuale, a 5′ 10 si attraversano i mitici campi elisi, la mia tattica di gara: i primi 3 km a 5′ 10 e, a seguire, scendere fino a posizionarsi sui 4′ 58, così da chiudere sotto la soglia delle 3h e 30′.

è bella la maratona di parigi, recita lo slogan “nella città piu bella del mondo” cosa che, per molti versi, sarebbe vero guardando alla imponenza dei palazzi, allo sfarzo delle boutiques, al rispetto della cosa pubblica, all’ordine  e la pulizia nei 2 parchi attraversati dalla corsa: vincennes e beauborg e, ciononostante nel mio “personalissimo cartellino”  sul podio lutetia è solo seconda, prima per storia e bellezze -che furono- resta roma, seppure “fa la stupida” e non solo una sera…

dopo i campi elisi, place de la concorde, la lunghissima rue de rivoli, il louvre, le marais -il mio quartiere del cuore- la luccicante statua di giovanna d’arco, place de la bastille...ai 10 km sono in media 5:00 al km, le gambe rispondono, sorrido ai tanti  “vas-y michel” ed entro a vincennes, il parco e il castello che delimitano la città, i lunghi viali alberati, i tantissimi joggers, la musica di intrattenimento ed i cannoni di pioggia a lenire il caldo che comincia a diventare pre estivo…dopo il parco, i grattacieli di bercy e le imponenti torri della biblioteca nazionale, il rientro in città, all’altezza della gare de lyon chiudo i 21 km 097 mt, in buoni 1h 46…ecco notre dame e al 27 km il simbolo di parigi, la tour eiffel, se solo penso a cosa rimane della expo di milano mi viene da piangere…attraversiamo il tristemente nota tunnel dell’alma e i lungo senna, l’avenue j f kennedy dove “abbatto” il muro dei 30 km in 2h 31′ le gambe ancora leggere, dovrei ora mettere a 4:55 ma dentro di me c’è un vago timore di fallire -inspiegabilmente ho chiuso la preparazione con soli 2 lunghi di 30 km, tra l’altro finiti a secco di benzina-  cosa che frena gli ardori e mi fa viaggiare solo tra i 4: 50 ed i 5:10, combattuto tra il volere accelerare e la paura di piantarmi, si entra nel bois de boulogne e saluto longhchamp per “battezzare” i 40 km sopra la media desiderata, si sentono sirene nell’aria, si assiste a diversi partecipanti fare pressione sui tronchi degli alberi, altri seduti sui bassi marciapiedi dei viali o in plastica stretching pose…decido di non guardare piu il garmin e dimentico i tempi stampati sul braccialetto asics, una ultima rinfrescante doccia “sparata” e attraverso a 5:00 l’avenue foch, una ultima curva a destra, da lontano l’arc de triomphe, piu vicino il traguardo…gli occhi al cielo, un pensiero ad una grande donna, nenè, chiudo in 3h 33′ 6”, nuovo personal best, in bocca un sapore agrodolce per l’impresa mancata ma, “ragazzo mio”, hai una età e ti sei fatto valere, a prescindere…

dopo la medaglia, le ricche tavolate di corroborante frutti secca e fresca, tra tutti la banana del guadalupe offerta da gentili creole, e il rientro sulle rive della marna dove, stasera, si cenerà à la francaises: champagne, formaggi, anatra, vini e per finire crêpes suzette flambées au grand-marnier.

forza italia, vive la france!

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