SPITSEBERGEN MARATHON 2017 : la mia terza splendida esperienza oltre il circolo polare artico di Costantino Kamaris

Raccontare una esperienza agonistica oltre il circolo polare artico non è semplice, perché si provano una miriade di emozioni e si acquisiscono esperienze che non è facile trasmettere ma che ho vissuto ogni istante, ogni giorno, durante tutta la mia permanenza.

Ero convinto che dopo la mia esperienza delle due “Half Polar Marathon a Tromso”, questa sarebbe stata più o meno uguale. Ma non è stato così perché quelle di Tromso sono immerse nella completa oscurità del mese di gennaio a meno 15° di temperatura, mentre questa alle Svalbard è immersa nella luce del sole con una temperatura intorno allo zero gradi. Qui il sole e la luce regnano sulla volta celeste 24 ore su 24 in questo periodo. E a queste latitudini luce, temperatura e vento sono determinanti per lo svolgimento della maratona.

Ma andiamo con ordine.

La partenza dall’aeroporto di Fiumicino per Tromso è fissata per venerdì 26 maggio. Qui, faccio una permanenza di tre giorni per acclimatarmi. Cerco di rilassarmi, divertirmi visitando i bei siti e di allenarmi con brevi uscite fuori città con un forte vento freddo  e con le temperature intorno a sei gradi che tuttavia qui considerano estate.

 

Il 29 maggio partenza da Tromso per Longyearbyen, unica città presente nelle isole Svalbard.

Che strana sensazione emotiva appena imbarcato sull’aereo in partenza per il nord vedere dall’oblò lavare le ali dell’aereo con l’anticongelante. Nonostante sia la terza volta che visito le Svalbard questo momento mi da sempre la sensazione che le cose da qui in poi cambiano.

Ed eccoci arrivati in un’ora e 35 di volo all’aeroporto di Longyearbyen, piccolo ma ben organizzato. La città con i suoi 2000 abitanti costituisce l’unico lembo di terra abitato dell’isola: due grosse montagne campeggiano sulle casette di legno colorate incastonate in questa vallata che finisce sul fiordo.

Longyearbyen. Latitudine: 78° 13’ nord. Distanza dal centro geografico Polo Nord km. 1338.

Qui inizia la mia vita straordinaria nelle isole Svalbard che ospita la maratona più a nord del mondo la “Spitsbergen Marathon – 78° north”. Ma impropriamente viene definita la maratona del “polo nord” perché esiste un’altra maratona la “North Pole Marathon” che si svolge al 90° parallelo e si corre sul mare artico ghiacciato fluttuante. Una maratona davvero esclusiva. I pochissimi runners che tentano questa sfida hanno la grande soddisfazione di toccare con le mani l’asta che indica il centro geografico del nord del nostro maltrattato pianeta.

Le isole Svalbard sono popolate da orsi bianchi, trichechi, foche e varie specie di uccelli tutti immersi nella coltre di ghiaccio eterno dell’artico, mentre nel mare la cui temperatura è di circa 1 grado vi sono le balene di varie specie.

Il primo incontro con l’organizzazione di questo evento avviene il giorno dopo con la gentilissima e biondissima norvegese race leader Silje M. Hagen la quale mi da utili istruzione sull’abbigliamento e sull’alimentazione e mi consiglia piccoli allenamenti quotidiani per conoscere il luogo. Per ultimo mi consegna una copia con il percorso della maratona. Le strade sull’isola sono pochissime e si sviluppano per un totale 45 km. Per questo motivo il percorso della maratona consiste nel ripercorrere due volte quello della mezza maratona.

Le strade interessate dalla maratona vengono controllate quotidianamente, la neve viene rimossa e lasciata ai lati del percorso, ma sulle strade sterrate e sui sentieri da percorrere rimane acqua-fango come risultato della neve che si scioglie. Il percorso è di livello tecnico sicuramente elevato con i suoi sali e scendi dalla città alla montagna e con un clima pronto a cambiare in ogni momento passando dal sole alla neve in battito di ciglia.

Finalmente ho le idee chiare.

La mattina seguente decido insieme con la mia compagna di fare una passeggiata per l’unica strada centrale della città. Particolare insolito per noi è stato osservare persone e soprattutto belle ragazze che camminano disinvolte con il fucile a tracolla che serve per la difesa propria nel caso escano dalla città. Infatti è severamente sconsigliato allontanarsi dall’abitato se privi di fucile perché popolato da orsi bianchi. Al riguardo la race leader Hangen mi ha tranquillizzato che tutti i runners saranno osservati da poliziotti e volontari armati di fucili durante tutto il percorso fuori dalla città specialmente in questo periodo che viene considerato eletto per gli orsi polari: imbattersi in una famigliola di orsi di passaggio sul percorso non è poi così improbabile.

Tutti i pomeriggi li dedico a piccoli allenamenti della durata di mezz’ora secondo un tracciato consigliato dall’organizzazione.

Durante queste giornate gli incontri con gli altri concorrenti sono molteplici. Facciamo conoscenza, amicizia tra di noi raccontandoci ognuno piccole o grandi esperienze. Naturalmente non mancano le visite allo “Svalbard Museum” e al “ North Pole Expeditio Museum”.

Venerdì 2 giugno è una giornata emozionante. Dalle 5 alle 7 di pomeriggio tutti noi runners siamo invitati al “Palazzo dello Sport” per prendere i pettorali. Il mio numero è 234 e si riferisce alla mezza maratona. Guardando la lista dei partecipanti vedo che provengono da 27 Paesi e che ci sono molti giovani. Scopro che nella categoria dei 60-70 anni, a cui io appartengo, siamo solo sette, ma scopro anche che c’è un solo ultra settantenne, russo dall’estrema Siberia.

Qui dedico tempo a vedere una serie di slides informative sulla gara, a provare le t-shirt arancioni con il disegno bianco stilizzato dell’orso e a scegliere e a  provare nell’unico stand presente alcuni articoli correlati con la maratona. L’unica cosa che mi colpisce è che non vedo i famosi gel e integratori.

L’emozione di questo venerdì 2 giugno continua la sera con il carboparty nel ristorante dell’albergo “Radisson Blu”. E’ ovvio che la pasta italiana regna come unico elemento vero di approccio con i carboidrati. Tutti siamo contenti e così senza vizi e stravizi andiamo a letto con il sole sempre splendente sopra le nostre teste. Infatti in questi giorni sto attento a non commettere il grande sbaglio di non tenere rigorosamente sotto controllo il meccanismo nictemerale cioè dell’orologio giorno/notte del nostro cervello perché è facile scambiare riposo con attività avendo un sole che non tramonta mai. Mi sono accorto allora quanto sia difficile dire “buonanotte” alle persone e andare a dormire.

La mattina di sabato 3 giugno alle ore 11,00 parte la maratona con 91 runners e alle 11,30 la mezza maratona con 108 runners… L’emozione è al massimo!!! Mi sembra incredibile di vivere una esperienza così piena di luce e di splendida gente intorno a me.

Ho con me una macchina fotografica e sulla fronte una piccola cinepresa. Queste cose, però, mi costeranno molto sul mio tempo finale perché spesso mi fermavo e fotografavo, mentre la cineprese sulla fronte, a dire la verità, mi dava un grande fastidio, ma il risultato è che ho la grandissima soddisfazione di avere un numero considerevole di splendide fotografie e filmati di questa esperienza. Siamo solo circa 200 runners sparsi per tutto il percorso, ma non ci sentiamo soli perché poliziotti e volontari con il fucile a tracolla curano la nostra sicurezza. E non solo, ma tantissime persone con lo zaino alle spalle poste lungo il percorso sono pronte ad aiutarci e soccorrerci, e poi ogni 5 km c’è il ristoro di acqua e frutta. Specifico che l’acqua era sempre tiepida.

Durante il percorso vari scenari artici si susseguono: fiordo, montagne innevate, vecchie miniere di carbone abbandonate, la visione a debita distanza del “Global Seed Vault”, il famoso bunker della conservazione dei semi di tutto il mondo.

Sono arrivato sesto nella mia categoria facendo il “tourist runner”, in due ore e 25 minuti.

Ma che soddisfazione! La consiglio e la auguro a tutti i miei amici dei bancari romani che fino all’ultimo mi chiedevano se preparavo qualcosa di particolare. L’unica persona  che ho informato alcuni giorni prima della mia partenza è Luciano che mi ha sostenuto con il suo entusiasmo.

Questa esperienza si conclude con un bellissimo party di premiazione. Ed ecco i risultati:

Fullmarathon              1° M    Andreas Nygren                                 Svezia              2:58:06

                                   1° F      Mari Krakemo Finnerud                    Norvegia         3:03:20

Halfmarathon                        1° M    Javier Martin Del Molino Garcia      Spagna                        1:20:53

                                   1° F      Jessica Bonet                                     Spagna                        1:34:04

La cena è splendida con piatti tipici norvegesi cucinati in maniera straordinaria e alla fine non mancano gli auguri di incontrarci ancora una volta in questo fantastico contesto.

Mi sentivo cosi felice che ho deciso il penultimo giorno della mia permanenza di fare un lungo percorso con le slitte trainate dai cani per godermi, anche se sembra una utopia,  tutto quello che il nostro pianeta offre a queste latitudini.

Cari amici, da una parte sono contentissimo di questa esperienza, ma dall’altra provo un grande dolce dispiacere di aver lasciato dopo 11 giorni quelle terre…  sognando ancora di tornare e questa volta per la fullmarathon.

 

Costantino Kamaris

 

 

 

Commenti

Commenti

Lascia un commento