LA CORSA DI ENEA di Paolo Fedele

La corsa del Prode Eroe Enea spegne questo anno 30 candeline.

E ritrova la sua abituale collocazione temporale, dopo aver vissuto l’edizione del 2017 a metà settembre.

Ho sempre il timore di arrivare tardi e lascio la mia Civitavecchia poco dopo le quattro del pomeriggio.

E a proposito di prodi, ritorna a fare gare il Prode D’Andria, obbligato dal sottoscritto a fare da autista.

Grazie anche alle nuove diavolerie tecnologiche (GPS), troviamo in breve la strada per Pomezia e con poca difficoltà si riesce a trovare parcheggio alla mia vegliarda Point Mobile.

Arrivare presto significa anche socializzare con i compagni di squadra, anche se, purtroppo, si parla molto spesso degli acciacchi che non danno tregua a noi podisti.

Si discute anche del nuovo libro del Coach De Luxe e mi sento di consigliarne la lettura. A me ha appassionato molto.

Claudio Leoncini e Chiara Franceschini alla consegna pettorali e pacco gara e Super Ignazio Farina alla cassa con l’aiuto del grande Giorgio Lamberti. Questa era la formazione nel Gazebo.

Fra un caffè e un po’ di stretching, si avvicina l’ora della partenza.

Riscaldamento lungo la discesa iniziale e via dietro l’arco di partenza.

Per fortuna c’è un leggero venticello senza il quale avremo sudato le sette camice, anzi canottiere.

Lo sparo arriva senza il tradizionale count down, comunque non siamo impreparati e via sulle Orme Di Enea.

Partenza in discesa e autorizzo M.Laura Turco a darmi una randellata in testa se parto veloce.

Purtroppo, dopo appena un km, vedo dolorante alla coscia destra, uno dei nostri top runner, ovvero Roberto Del Negro. So cosa vuol, dire, fatto analogo è accaduto a me 4 settimane orsono in quel di Ostia. E credetemi, a fronte di eventi negativi di questo genere, il disappunto (eufemismo alla massima potenza) è uguale sia per i Top Runner che per i Tapascioni da competizione come il sottoscritto.

In Bocca al Lupo Roberto, sono certo che presto supererai questo momento.

Inizia il tratto sterrato, laddove, edizione 2016, mi si stacco il chip dalla scarpa. Per fortuna con TDS, questo problema non c’è con il chip saldamente attaccato al pettorale.

Primi due km non particolarmente faticosi, solo la polvere che si alza crea disagi.

Comincia il tratto in scesa. Per fortuna la scarpinata in salita fatta il due giugno con la Sunset Race, mi ha aiutato.

Incomincia il tratto in “single track” . Mi vengono in mente alcune gare di Formula Uno, tipo Montecarlo, dove è difficile effettuare sorpassi. Bisogna stare attenti a dove mettere i piedi, il rischio storta alle caviglie è sempre in agguato.

Superate queste asperità si entra nel parco della Sugheretta. A mio avviso il tratto di gara più bello e da queste parti è dislocato il primo, prezioso, ristoro.

Il Garmin mi segnala che ho impiegato poco più di 26 minuti per correre metà gara, ma sento di aver dato tanto.

Tra salite e discese si arriva alla dura salita posta a meta del 7° km. Come ci ha puntualmente anticipato Claudio Leoncini, la pendenza della stessa superava il 10%.

Per me cambiava modalità, da quella di corsa a quella di camminata, anche perché sentivo un fastidio alla parte bassa della coscia sinistra e la saggezza consigliava prudenza.

Ed è stata cosa buona e giusta, oltre a prendere fiato e farmi raggiungere dalla Turco, il dolore è svanito.

Ancora tratti in “single track” e ci avviciniamo alla parte finale, ovvero i due km di discesa iniziale, che chissà perché sono diventati salita.

L’affronto senza paura, arrivato al rettilineo finale vedo l’arco di arrivo diventare sempre più grande. E vedo apparire Leoncini e Farina alla ricerca di Antonio Cacchioni. Qualcuno si chiederà il perché. Il grande Antonio con la gara di Enea, rompe il muro dei 100.000 (dico centomila) punti di qualità, ottenuti in 390 gare di qualità. In assoluto ha corso 492 volte con la maglietta del G.S. Bancari Romani. Chapeau!

Riesco anche ad allungare il passo nel tratto finale. 57, 30 il mio riscontro finale. Va detto, a onor del vero, che mancavano almeno 150 metri al raggiungimento dei 10 km.

Viene coniata una medaglia celebrativa per il trentennale della gara e una finisce al mio collo.

Liquidi frutta ci fanno ritornare alla vita normale, in attesa di andare al pasta party e gustare, insieme a super Ignazio, un piatto di penne all’arrabbiata.

Cosa dite? Ne ho mangiati due?. Aho non ve sfugge niente e poi mica si può tenere il conto di tutto. Vi assicuro che in questa circostanza quel piatto di pasta era come l’aragosta.

Ma veniamo ai numeri:

427 podisti arrivati, quasi il 20% donne.

L’accostamento con l’edizione del 2017 non è corretto, mentre nel 2016, stesso periodo, gli arrivati furono 397. Segno che la gara, per una serie di motivi, attira sempre un maggior numero di partecipanti.

La gara maschile è vinta da Embaye Elias (LBM), con 34.15 seguiti da Fabrizio Spadaro (atletica la Sbarra) e Danilo Martin ( Villa Pamphili) rispettivamente con 35.01 e 35.51.

Tre Bancari tra i primi dieci e ve ne daro’ conto più avanti

Trionfo Bancario fra le podiste girls.

Primo posto assoluto per Roberta Boggiatto, 42.06 per lei, con Stefania Pellis e Emma Ingrassia a fare da damigelle d’onore. Per loro 43.22 e 44.05

Anche qui tre Bancarie nella top ten assoluta.

Nella classifica a squadre svettano i ramarri di Villa Pamphili, 82 arrivati per loro. Podio d’onore per il GS Bancari Romani con 76 arrivati. Ben distanziati al  terzo posto con 25 arrivati, i padroni di casa  della Podistica Pomezia. Va detto che molti loro atleti erano impegnati in compiti organizzativi.

Veniamo ai fatti nostri. Come detto 76 arrivati e nessun no show.

Bancari Boys: medaglia d’oro per Emiliano Fossatelli con 37.25, argento per Alberto Mittoni 38.51 per lui e bronzo a Nik Cardellini con 39.14. tutti e tre nella Top Ten assoluta. Seguono:

Domenico Cocchia con 39.34, Francesco Ferrante 40.16,  Simone Cucchi 41.35, Angelo Mazzoli 41.43, Alex Ciciriello 42.03, Claudio Leoncini 42.07 e a chiudere i magnifici dieci Giuseppe Scoccia con 43.03.

Le donne: ovviamente in testa la Boggiatto, secondo gradino del podio per Chiara Franceschini 46.35 e terzo per Loredana Berardinelli 47.19.

Seguono: Edwige Nania 49.29, Barbara Izzo 50.59, Giovanna Ciboddo 53.25, Stefania Agliata 54.14, Sara Belà 54.13, Sanda Tanjala 57.25,  M.Laura Turco con 57.45, Valeria Barucci 63.53, Giovanna Jacovelli 73,13 e a chiudere Susan Bello con 73.23. E le girls le abbiamo chiamate tutte.

Primi nelle rispettive categorie Ferrante e Battisti e vanno  premi Cocchia, Mittoni, Nik e Claudio Cardelini e Leoncini. Tra le donne la Franceschini e la Turco.

Ultimo dato statitistico. Nessun Bancario ha migliorato il proprio Best in questa gara, mentre tra le donne hanno i loro Best Loredana Berardinelli, Edwige Nania e Barbara Izzo.

E ora di prendere la strada di casa e con un po’ di fatica raggiungiamo una dissestata Pontina e più facilemente, Civitavecchia.

Credo che questa appena finita sia la mia ultima gara prima della pausa estiva.

Km nelle gambe per fare la mezza a Roma sabato 16 no ne ho e me ne faccio una ragione.

Spero di rivedere presto, i miei amici e compagni di squadra.

Buona estate Bancari, Alè

 

PAOLO FEDELE

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