SMAC LIBERTY SUNSET RACE di Paolo Fedele

Mi corre obbligo fare gli auguri di Buon Compleanno alla nostra Repubblica, che sta vivendo uno dei momenti più controversi della sua ultra settantennale storia. Auguri Italia.

E per tradizione il due Giugno si corrono due gare.

La mattina il trofeo di città di Nettuno, laddove il GS Bancari Romani si è classificato al secondo posto, non molto distante dalla Podistica Solidarietà.

Invece nella mia città si corre la 5° edizione della SmacLiberty Sunset Race.

E siamo al quinto percorso diverso. E qui mi inc… inalbero.

Organizzare gare su strada è sempre difficile, ma a Civitavecchia si rasenta l’impossibilità.

Permessi per correre in territorio urbano non ne danno, correre all’interno dello scalo portuale manco a parlarne, insomma gli organizzatori, a cui va tutto la mia solidarietà, hanno dovuto concepire un percorso periferico che per la buona metà è più avvezzo a quadrupedi equini e bovini. E dire che la proposta di fare un percorso periferico, che non desse “fastidio” a chi non rinuncia neanche in punto di morte all’uso della auto, era stata avanzata.

Ma dagli organi comunali solo “niet”e comunque una collaborazione appena sufficiente.

Ogni volta che vengo a gareggiare a Roma, i compagni di squadra mi chiedono che fine abbia fatto la mezza di Civitavecchia, che grazie a Peppe Orsini, riusciva a portare non meno di 1300 podisti a Civitavecchia. Atleti che di certo spendono denari nella nostra città.

Ebbene amici miei consentitemi di fare outing politico. Nel 2019 ci saranno elezioni amministrative e io voterò il candidato sindaco che nel programma proporrà il ritorno della Mezza Maratona. Se poi il candidato è stato podista, tanto meglio.

Ci vuole la gran passione del patron della Liberty, Max Zeno, che ogni anno organizza due gare a Civitavecchia.

Fine della polemica.

 

Già in mattinata ero al parco dell’Uliveto, ribattezzato, per gli scopi benefici della manifestazione, “Villaggio della Solidarietà”.

Non c’era solo la corsa, ma anche una dimostrazione di un gruppo di atleti di Spinning.

Per non farmi mancare niente, anche io ho praticato questo sport. Ritrovo le compagne di avventura Stefania, Patrizia e soprattutto Marina, la Podista Moretta, che sotto un sole cocente pedalavano senza risparmiarsi, agli ordini del mio amico Patrizio Gigio.

Il parco dell’Uliveto è un punto di riferimento per i podisti civitavecchiesi. Ci si fanno intere sedute di allenamento ed il punto di passaggio per chi vuole fare ripetute in salita o prendere la strada adiacente il mare. Mi da emozione fare riscaldamento in questo contesto.

Espletate le formalità di rito (ritiro pettorale, posizionamento dello stesso alla canottiera Bancaria) ci si avvia al warm up, mentre Ilio Rambozzi, coach di atletica e fotografo sportivo, immortalava tutto noi.

Con poco più di cento unità, la partenza è stata facile, su un terreno molto simile a quello di villa Pamphili.

Si esce dal parco e andiamo su Viale Pertini. Ahinoi, quanto ci mancano politici della sua statura. Ora sulla ribalta politica c’è un tale che con il grande Presidente ha in comune solo la rima finale.

Del grande Sandro mi piace ricordare le parole da lui rivolte a Juan Carlos re di Spagna:

“Quante volte, preso dalla mia innata malinconia, vorrei essere solo con i miei sogni. Si, con i miei sogni, Maestà. Perche l’uomo o la donna, non importa l’età, che non sa più abbandonarsi sull’ala del sogno è finito per sempre, il suo animo è irrimediabilmente inaridito”

 Sottoscrivo in pieno queste parole, anche io non rinuncio ai miei sogni, anche se, specie quelli di carattere podistico, sono quantomeno improbabili da diventare realtà.

Raggiungiamo il quartiere di Campo dell’Oro, e dai 10 metri dobbiamo raggiungere, senza soluzione di continuità i 300 metri di altitudine, poggio Paradiso, chiamata dai civitavecchiesi “ su ai ripetitori. Con il proliferare dell’emittenza radio televisiva, il cocuzzolo di questa montagna è invasa da grosse antenne

Poggio Paradiso è sempre stato un punto di riferimento, si vede da ogni dove della città. Da quando è stato inserito nel percorso di gara, è diventato una minaccia incombente. Sono 4600 metri di salita, pendenza al 6,5%

Affronto la salita a passo di corsa molto tranquillo.

Sovra passata l’autostrada il tragitto ha le caratteristiche di una “sumarata”, termine in uso dai miei amici podisti di Tolfa e Allumiere.

La difficoltà è trovare una traccia di percorso continua. Invece bisogna fare slalom tra le pietre e tra i lasciti organici di quadrupedi che frequentano la zona.

Confesso che qualche tratto di strada lo faccio al passo.

Le antenne diventano sempre più grandi, significa che la cima Coppi si avvicina.

Suggestivo il panorama. A sinistra la verde e rigogliosa macchia dell’Infernaccia e a destra il mar Tirreno, che anche a distanza è più bello e azzurro che mai.

Per fortuna, la sommità della collina ci regala un minimo di ventilazione. Il podista ringrazia.

Comincia il tratto in discesa e non è che i guai sono terminati. Si rischia di scivolare e farsi davvero male. Mi viene in mente la scena di un film, Gli Intoccabili (vedi foto), peraltro caro a Super Ignazio Farina. Ebbene in questo film un esperto poliziotto, Sean Connery, ricordava a un giovane commissario, Kevin Costner,che il primo dovere di un poliziotto è portare a casa la pelle.

 

Mentre il podista insieme alla pelle, deve portare a casa talloni, tendini, ginocchia e tutto l’apparato muscolare in buono stato.

Di conseguenza, affronto la prima parte della discesa, con estrema cautela.

Dopo un paio di km continua si la discesa, ma grazie a Dio su asfalto.

Siamo in via del casaletto rosso al termine del quale c’è la lo stadio Moretti, impianto di Rugby e Atletica, fortemente voluto dal mitico Oscar Barletta, amico del Coach De Luxe e della Roma Ostia. Per poi passare davanti allo stadio del nuoto intitolato al mio amico e coetaneo Marco Galli, tre scudetti e una coppa campioni con il Pro Recco e un titolo mondiale nel 1978 e parliamo di palla nuoto.

L’energie sono al lumicino. Ma non mollo. Però il veleno, si sa, e nella coda, e ci aspetta l’ultimo breve tratto in salita che ci accompagna al parco.

Gli ultimi cento metri li corro con il sorriso, che deve essere obbligatorio, che mi deriva dalla gioia di correre (parole del Coach).

80 minuti e tutto sommato credevo di fare peggio.

Faccio ua gran scorpacciata di frutta, autentica manna dal cielo.

Le classifiche:

tra i maschi con lo stesso tempo, 50.04 si piazzano Simone Marconi del Bolsena Forum, e Francesco Jacomelli. Distanziato di 45 secondi arriva Giorgio Calfapietra dedl Sempre di Corsa Team Test-

Pronostico rispettato in campo femminile: medaglia d’oro a Marika di Benedetto dell’Atletica Costa D’Argento con 57.33. seguita a molta debita distanza Emanuela Macchioni di Alto Lazio con 69.02 e Daniela Morucci, Bolsena Forum con 69.45.

Classifica a squadre:

prima posizione per GPM airone Tolfa con 13 arrivati, seconda la Polisportiva Montalto con 12 e terza ex aequo la Smac Liberty e il Bolsena Forum con 10.

Totale arrivati 106, una decisa contrazione rispetto a 160 del 2017 e ai 213 del 2016.

Però nei due anni precedenti i percorsi, sia pure diversi, erano più “umani”.

Dominio civitavecchiese nelle classifiche bancarie. Primo posto tra le donne per Silvia Mobile, giornalista di Radio Capital e tra i maschi per il sottoscritto. Vabbè eravamo solo noi.

Avete capito, ora, perché non Silvia e io non siamo venuti a Nettuno

Giudizio positivo all’organizzazione con il dott. Andrea Baldini e David Bertolo deus ex machina.

Organizzazione che a fine gara ha messo a disposizione delle docce per gli strasudati podisti.

Finisco con la speranza che il prossimo anno gli organi preposti daranno autorizzazione a correre in città, diversamente questa gara, che ha regalato oggi panorami suggestivi, sarà corsa da pochi intimi.

 

Forza Bancari, Alè!

 

Paolo Fedele

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